Federazione di Trieste - in via Tarabochia 3
in luglio dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00, in agosto chiuso

Telefono +39 040 639 109 Fax +39 040 639 103
email: federazione@rifondazionecomunistatrieste.org

Tržaška federacija - v ul. Tarabochia 3
julija od ponedeljka do petka od 10.00 do 12.00, avgusta zaprto

Telefon +39 040 639 109 Fax +39 040 639 103
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Il Lavoratore

Periodico fondato nel 1895

Scarica l'edizione più recente in formato PDF da qui: http://www.rifondazionecomunistatrieste.org/lavoratore oppure consulta l'archivio delle edizioni precedenti.


UN GRANDE “NO” DELLA TRIESTE DEMOCRATICA A SALVINI, MINISTRO DEL DISORDINE, MINACCIA ALLA DEMOCRAZIA E ALLA PACE IN EUROPA

Ci avevano detto che il nuovo ordine europeo e mondiale avrebbe archiviato per sempre i muri. Era una promessa di liberta' e di pace.

L'Europa di oggi li vede invece moltiplicarsi, al suo interno e ai confini.

Ora il ministro del disordine, Matteo Salvini e il presidente di questa regione di confine Massimiliano Fedriga, concertano di erigerne di nuovi sul nostro territorio, ipotizzando, addirittura, al di fuori di ogni presupposto giuridico, di sospendere la libera circolazione tra Italia e Slovenia.

E' la mossa estrema di chi monetizza in termini di successo elettorale, l'invenzione del pericolo, inesistente, dell' “invasione”, di non piu' di qualche migliaio di migranti.

Ora si trova, nudo,di fronte all'evidenza che la politica criminale di chiusura dei porti, non arresta la migrazione dei popoli sofferenti, a scimmiottare il suo modello Orban e il governo austriaco di destra, con la retorica dei fili spinati.

Trieste democratica, mobilitiamoci! Unitariamente, massicciamente pacificamente, il 5 luglio ma soprattutto nelle settimane successive, con la Slovenia democratica, per bloccare questo scellerato disegno.

Rifondazione comunista sara' presente ed aderisce sia al presidio dell'assemblea antifascista triestina, programmato dalle 17 in Piazza della Borsa che a quello presso il confine di ŠKOFIJE-RABUIESE alle ore 18 organizzato da varie sigle sindacali, dall'Anpi e dai sindacati sloveni.

Informatevi sulle iniziative presso i circoli, attraverso il sito, su facebook.

Frequentate le Case del Popolo:

Casa del popolo Gramsci

in via di Ponziana 14, la trattoria sociale è aperta da martedì a sabato dalle 11 alle 14.30 e dalle 18 alle 21.30, la domenica dalle 9.30 alle 14.30, chiusa il lunedì. Il direttivo del circolo PRC (aperto ad iscritti e simpatizzanti) si riunisce ogni giovedì alle 18.30.

Casa del popolo Zora Perello

a Servola in via dei Soncini 191, aperta da lunedì' a sabato dalle 15.00 alle 20.00 (sede PRC in via di Servola 114/1a)

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Casa del popolo Giorgio Canciani

a Sottolongera in via Masaccio 24, aperta da lunedì a sabato dalle 17 alle 21 (agosto chiuso)

Sede provinciale

in via Tarabochia 3, orario apertura garantita in luglio dalle 10 alle 12 (per altri orari: telefonare), agosto chiuso.


Contribuite anche con poco, anche con la disponibilità per volantinaggi, turni nelle sedi, ecc... Per comunicare le vostre disponibilità, Sede provinciale via Tarabochia3 telefono 040639109 e 3803584580 email federazione@rifondazionecomunistatrieste.org.

Sabato 29 giugno dalle ore 18

Soci, amici, simpatizzanti: appuntamento per un rebechin e un cin cin in compagnia al Circolo

FALISCA

(Via dei Soncini, 191)

Durante la serata sarà possibile associarsi al Circolo.

Dove c'è un'ingiustizia, lì ci vuole Rifondazione. Locandina tesseramento 2019

L'ultima guerra del comune a senza tetto e migranti

E' di alcuni giorni fa la notizia che il comune di Trieste vuole trasformare il centro diurno di via Udine, gestito dalla comunità di San Martino al Campo, centro che dà assistenza ai senza tetto e ai migranti, in un centro di aggregazione giovanile. Eppure uno spazio per i giovani esiste dal 2016, anche se non è mai stato aperto: il padiglione Ralli, presso l'ex OPP, restaurato e in attesa di essere utilizzato. Allora perché questa mossa? Le giustificazioni dell'assessore Grilli sono chiaramente pretestuose: “il centro ora ospita solo migranti, non senza tetto (cosa non vera, come dice chi ci lavora) quindi ha perso la sua destinazione d'uso originale”. Inoltre, sostiene l'assessore, “…quel posto è diventato una polveriera, il rischio è che succeda qualcosa di veramente spiacevole

Risulta evidente che si tratta di un'operazione becera che contrappone la categoria “giovani” a quella “migranti”, nella classica retorica leghista del prima gli italiani (nel caso specifico i giovani). Alle rimostranze di politici e cittadini e della stessa Fondazione CRT, proprietaria dell'immobile, il sindaco ha risposto con arroganza e sicumera, sostenendo che con i soldi risparmiati nell'affitto dell'immobile, poteva ospitare “i nostri senzatetto” in albergo.

Non sappiamo come andrà a finire la vicenda. Auspichiamo che questa scellerata decisione venga ritirata. Rimane però l'amarezza di constatare, ancora una volta, che chi dovrebbe avere a cuore il benessere dei cittadini, usa i più deboli e vulnerabili per i propri interessi elettorali. Perché una volta chiuso il centro diurno, senza tetto e migranti non spariranno. Semplicemente non sapranno dove andare.

Comunicato stampa

Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene che l'annuncio da parte dell'amministrazione comunale triestina di un monumento a Gabriele D'Annunzio nella nostra città sia un segno di come la parte politica ora maggioritaria avvilisca la storia. Una statua allo scrittore di Pescara nel 100° anniversario dell'occupazione di Fiume risponde a una logica di esaltazione della sopraffazione e dell'espansione territoriale. Non si può non pensare al D'Annunzio ferocemente interventista (l'Italia fu spinta alla partecipazione alla Grande guerra anche dai reboanti discorsi del presunto vate), violentemente antislavo e fautore di una morale aristocratica che tanto influenzò il fascismo, nonostante la facciata populistica di quest'ultimo. La logica di tale proposta è quindi una logica di parte, e della parte estrema del panorama politico cittadino la quale vorrebbe che l'Italia si estendesse a tutta la Dalmazia e rivendicasse altre terre. Si tratta di un modo di pensare arcaico di cui la città non ha bisogno. Il PRC sa che il simbolico ha un grande valore politico e perciò si oppone a una delle tante scelte mediocri di questa amministrazione: essa desidererebbe fanatizzare gli spiriti in una fase in cui servono, invece di un insulso monumento, attenzione ai problemi di una città che sta smarrendo la sua positiva identità di frontiera e un libero lavoro storico fatto di ricerca/confronto delle fonti e di ricostruzione dei fatti. Molti/e studiosi/e per fortuna agiscono in questa direzione, soprattutto in relazione a un Novecento pieno di quei furori nazionalistici che hanno causato a Trieste solo lutti e rovine.

Comunicato stampa

"L'8 giugno si terrà a Trieste il FVG Pride: esso significativamente parte da piazza della Libertà che, già nel nome, contiene la parola-chiave del Pride e che è anche luogo di rapide soste per migranti provenienti da zone di guerra e di sofferenza. Questo FVG Pride è stato impostato, sin dall'inizio, come un evento di chiara marca antifascista/antirazzista/antispecista e, ovviamente, antisessista: esso vuole coniugare le varie lotte e renderle ulteriormente attive, superando la solitudine di individui e gruppi in una città sempre più chiusa in sé stessa e che sta svelando, a partire dalla sua rappresentanza politica in Comune, un volto reazionario e arcaico.

 

Le forze che hanno lavorato al FVG Pride si sono distinte per grande capacità di collaborazione tra diversi, unite da un infinito amore per la libertà di ciascuno/a affinché essa diventi la libertà di tutte/i, nella giustizia sociale e nella lotta contro vecchie e nuove povertà. Per tutti questi motivi il Partito della Rifondazione Comunista aderisce con convinzione alla manifestazione dell'8 giugno, rispettandone la radicale autonomia, e invita le cittadine e i cittadini a partecipare con entusiasmo a un evento di liberazione dei corpi e delle coscienze."

PRC-SE Federazione di Trieste-Trst

Comunicato stampa

LA SINISTRA - IL CAMBIAMENTO NECESSARIO

Il 10 giugno assemblea de La Sinistra a Trieste, alle ore 18, in via Tarabocchia 3

Abbiamo deciso di partire da una sconfitta, quella del 26 Maggio. Di esaminarne insieme le ragioni.

Perché la nostra lista non è riuscita a rispondere al bisogno di sinistra che pure si sente, forte, nel paese? Come unire le tante compagne e i tanti compagni che si sono opposti alla mondializzazione e al liberismo che hanno svalutato il lavoro? Come difendere e affermare i diritti di tutte le persone? Che vuol dire Green new deal, è una prospettiva realistica oltre che necessaria? Come costruire sensibilità, movimento, proposta politica contro le enormi diseguaglianze di reddito? E come fare tutto ciò, combattendo in modo efficace la nuova destra nazionalista e reazionaria?

Il 9 giugno, assemblea de la Sinistra a Roma.

Il 10 giugno a Trieste.

Comunicato stampa

In esito al voto europeo del 26 maggio, il comitato promotore triestino della lista “La Sinistra”, pur nel rammarico del mancato raggiungimento del quorum del 4% a livello nazionale, che pregiudica la presenza di parlamentari della sinistra italiana nel gruppo GUE/NGL, vuole esprimere il più sentito ringraziamento a tutti gli elettori che ci hanno dato il loro consenso, segnando un risultato locale superiore alla media nazionale.

Pur registrando l’insuccesso del voto, convinti delle ragioni di una sinistra nuova, popolare, europeista e alternativa ai governi che hanno fatto ricadere, sulle classi popolari, i danni della crisi economica, e su tutti, l’incapacità di una vera politica ambientale, siamo impegnati a lavorare, con forza ancora maggiore, alla costruzione di questa sinistra, unico credibile argine alle deriva autoritaria a cui assistiamo e al radicamento di neofascismo e razzismo

Eventi chiusura campagna elettorale

Noi con te: contro l'austerity, per un'Europa Sociale

Giovedì 23 maggio, ore 18, presso la Sala Tergeste (ex sala matrimoni) di Piazza Unità si terrà l'incontro conclusivo della campagna de la Sinistra a Trieste.

Davanti alla necessità di fermare austerità e le politiche neoliberiste; abbiamo l'urgenza di implementare politiche sociali europee, in grado di garantire una buona vita a tutti, e di mettere al centro dell'agenda continentale la riconversione ecologica che può essere garantita solo da un Green New Deal dell’economia.

Con noi saranno presenti i candidati Iztok Furlanič e Andrea Bellavite e la responsabile nazionale Ambiente di Sinistra Italiana Serena Pellegrino, già parlamentare nella scorsa legislatura.

Qui evento Fb, nel caso tu voglia aiutarci a dare visibilità all'evento condividendolo e invitando i tuoi conoscenti: https://www.facebook.com/events/464337480970524.

La Sinistra - Festa popolare di chiusura campagna

Venerdi 24 maggio, ore 17, presso Piazza Goldoni, la Sinistra organizza una "festa popolare" con i candidati Iztok Furlanič e Andrea Bellavite, le/i militanti e con chi si vuole impegnare per un'Europa diversa, un'Europa migliore.

Oltre alla parte politica, intendiamo lasciar spazio a musica e performance artistiche.
Con noi ci saranno:

Nel caso di tempo meteorologico avverso, ci sposteremo in via Fabio Severo 14/b

Qui evento Fb, nel caso tu voglia aiutarci a dare visibilità all'evento condividendolo e invitando i tuoi conoscenti: https://www.facebook.com/events/2353606491540968/.

Omaggio a Peter Behrens

Ricordiamo l'amico e il compagno

mercoledì 29 maggio 2019 ore 18.30
Casa del Popolo Giorgio Canciani
via Masaccio 24 - Trieste

Poklon Petru Behrensu

Spomnimo se prijatelja in tovariša

v sredo, 29. maja 2019, ob 18.30
v Ljudskem domu Giorgio Canciani
ul. Masaccio 24 - Trst

Scarica e riproduci i volantini per le elezioni europee (PDF- 146 kB) e per le elezioni comunali di Dolina (PDF - 1.452 kB).

Prenesi in razmnoži letake za evropske volitve (PDF - 146 kB) in občinske volitve v Dolini (PDF - 1.452 kB).

Il giorno 15 maggio alle 20.00 presso la Casa del popolo di via Ponziana 14 rassegna sul cinema di *Giovanni Pianigiani*(secondo incontro).

Proiezione di due documentari:

Sul regista vedi http://www.jamovie.it/cinema-intervista-al-regista-giovanni-pianigiani/

Lunedì 13 maggio alle 17.00, presso la sede di Rifondazione Comunista di via Tarabocchia 3 (Trieste), incontro con Elena Mazzoni, femminista e responsabile nazionale ambiente del Partito della Rifondazione Comunista, candidata circoscrizione Nord - orientale per La Sinistra.

Vogliamo discutere delle proposte de La Sinistra in tema di riconversione ecologica dell’economia, di Ttip e Ceta (trattati economici internazionali) e contro tutti gli arbitrati privati, come l'ISDS (Investor State Dispute Settlement, che vorrebbe gestire le controversie tra investitore e Stato) che gestiscono gli interessi delle multinazionali e annullano la democrazia, contro la mercificazione dei beni comuni e di molte altre temi fondamentali per il nostro futuro.

Le cittadine e i cittadini, i compagni e le compagne sono invitate alla discussione.

Il Circolo Cinematografico Charlie Chaplin dedica il mese di maggio a una piccola rassegna di cinema africano, che si terrà nei locali della Casa del Popolo di via Masaccio 24 ogni giovedì alle ore 20.30.

Si inizia il 9 maggio con il film del Burkina Faso Yaaba girato nel 1989. In questo lungometraggio diretto da Idrissa Ouedraogo, uno dei registi africani emergenti, si narra la storia dell'amicizia tra un bambino e un'anziana donna che nel suo villaggio viene considerata una strega, incolpata di aver fatto ammalare una bimba di tetano. Diretto con buon piglio e interpretato con naturalezza, il film non ha tecnicamente nulla da invidiare alle pellicole occidentali.

A seguire il 16 maggio Iene (1992) del regista senegalese Djibril Diop Mambéty. È la storia di un uomo che in gioventù ha abbandonato al suo destino una ragazza del suo paese, dopo aver avuto da lei un figlio, coinvolgendola in uno scandalo e costringendola ad una vita di prostituzione e di continue peregrinazioni. La donna, invecchiata e diventata ricca, torna nel suo villaggio in cerca di vendetta. Quest’opera ha la singolare caratteristica di essere uno dei rari adattamenti, tratti da romanzi non africani, portati sullo schermo da registi dell’area sub sahariana; il soggetto è tratto infatti da “Der Besuch der alten Dame” (La visita della vecchia signora), dramma scritto nel 1956 dallo scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt: Mambety ne mutua soggetto e intreccio, trasferendo la vicenda dalla Svizzera degli anni ’50 ad un immaginario paese nel deserto del Sahel negli anni ’80.

Il 23 maggio sarà la volta di Daratt (2008), un film proveniente dal Ciad e girato da Mahamat-Saleh Haroun. Verità e riconciliazione sono ormai termini molto diffusi nei paesi che hanno vissuto drammatici scontri civili, ma il cammino del perdono non è sempre facile. Nel 2006 in Ciad, il governo accorda l’amnistia a tutti i criminali di guerra. Atim, sedici anni, riceve dal nonno una pistola per andare a trovare Nassara, l’uomo che ha ucciso suo padre, e fare finalmente giustizia. Nassara nel frattempo è diventato un abile e pio panettiere e Atim si fa assumere da lui come apprendista. In attesa della vendetta, i due cominciano però a conoscersi.

Concluderà la rassegna il 30 maggio Moi et mon blanc (2003) di Pierre Yaméogo. Siamo nuovamente nel Burkina Faso, dove uno studente autoctono fa amicizia con un giovane francese. Entrambi lavorano come guardiani notturni in un parcheggio. Sugli schermi della sorveglianza vedono molta gente andare e venire, con traffico di droga e prostituzione tra le auto parcheggiate. Una notte trovano un pacchetto abbandonato pieno di droga e soldi e, decidendo di tenersi il bottino, diventeranno bersaglio dei trafficanti. La fuga offrirà ad entrambi l’occasione di scoprire il mondo dell’altro.

Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per accedere alle proiezioni si richiede la tessera alla Federazione Italiana Circoli del Cinema (costo annuale 15 €)

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea invita mercoledi' 8 maggio alle ore 18.30 a Dolina presso la sala del consiglio alla presentazione della Lista Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Stranka Komunistične Prenove-Evropska Levica e del programma per le elezioni amministrative del 26 maggio nel comune di San Dorligo della Valle -Dolina

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Stranka komunistične prenove-evropska levica, vabi v sredo, 8.maja, ob 18.30, v dvorano občinskega sveta v Dolini na predstavitev kandidatov in programa liste stranke komunistične prenove-evropske levice za dolinske občinske volitve.

E’ morto il compagno Peter Behrens, segretario della federazione di Trieste

Da http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=38112 il 4 maggio 2019

Dopo giorni di coma si è spento ieri sera il nostro compagno Peter Behrens, segretario della Federazione di Trieste. Peter era un compagno di straordinaria cultura politica, instancabile passione militante e raro rigore. Nonostante la lunga malattia Peter ha diretto la federazione in questi anni difficili con grandissima dedizione verso il partito. Peter era un compagno della generazione del ’68 che fino all’ultimo giorno è rimasto fedele agli ideali e ai principi del socialismo, dell’internazionalismo e dell’antifascismo. Alla sua compagna Claudia Cernigoi e ai suoi figli Freya e Erik, a tutti i familiari e gli amici, alle compagne e ai compagni di Trieste il più sentito cordoglio della segreteria nazionale e di tutto il Partito della Rifondazione Comunista.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE

È con profondo dolore che ho appreso la notizia della morte di Peter Behrens, segretario della federazione di Trieste di Rifondazione Comunista. Compagno appassionato, anarchico in gioventù e poi comunista, era un dirigente politico a tutto tondo, con il senso del partito ma senza riverenza nella discussione politica e nella espressione delle sue idee. Sempre dedito al lavoro politico nonostante i malanni del corpo che da non poco tempo lo angariavano. Un abbraccio alla compagna Claudia e alle compagne e ai compagni di Trieste. Ti sia lieve la terra compagno Peter, hai combattuto il buon combattimento e lo hai fatto sino all’ultimo. Non ti dimenticheremo.
Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della Sinistra Europea

Il compagno Iztok Furlanic ricorda Peter oggi sul quotidiano di Trieste Il Piccolo

Ci ha lasciato un grande compagno ed una persona eccezionale,
il nostro segretario provinciale

Peter Behrens

L'ultimo commiato avverrà giovedì 9 maggio alle 8.30 in via Costalunga, la cerimonia funebre si terrà alle 11.00

A Claudia ed alla famiglia sincere condoglianze da parte di tutti noi

Zapustil nas je velik tovariš in izreden človek,
naš pokrajinski tajnik

Peter Behrens

Od njega se bomo poslovili v četrtek, 9. maja, ob 8.30 v ul. Costalunga, pogrebna svečanost bo ob 11.00

Claudiji in družini iskreno sožalje s strani nas vseh

Le stelle rosse in corteo per il 1°maggio

Comunicato stampa

Anche quest'anno, invece di parlare in occasione del 1°maggio - festa del lavoro, dei 1100 posti di lavoro a rischio a Trieste, della sicurezza sul lavoro, dei giovani che devono abbandonare questa città, il problema piu' grande - per alcuni - rimane l'esibizione delle stelle rosse e bandiere "jugoslave" nel corteo del primo maggio. Il 1° maggio 1945 finalmente, dopo 20 anni di soprusi e violenze, una parte della popolazione triestina potè finalmente parlare nella sua lingua senza paura.

La storia non si puo' stravolgere: l'esercito Jugoslavo fu il primo esercito alleato ad entrare nella città, liberandola, e la cosa fu riconosciuta anche da Fonda Savio che consegnò la città ai rappresentanti militari di quell'esercito. Inoltre la bandiera italiana con la stella rossa è la bandiera della brigata partigiana Garibaldi, certamente non sono queste bandiere che possono offendere questa citta' e i suoi cittadini, ma il revisionismo storico che vuole far vedere i liberatori come occupatori.

Casa del Popolo G. Canciani di Sottolongera

SABATO 4 MAGGIO, ORE 18

Daniele Biacchessi presenta:

L'Italia liberata

Storie partigiane

La guerra di liberazione dalla dittatura nazifascista e dalla occupazione tedesca raccontata attraverso le tante storie di resistenza che hanno fatto l'Italia e cambiato il corso della Storia.

"L'Italia liberata" è il grande progetto multimediale di Daniele Biacchessi sulle storie partigiane della Resistenza, realizzato in collaborazione con Associazione Arci Ponti di memoria e il sostegno morale di Arci Nazionale, Coop Lombardia, Matera 2019 Open Future, Comune di Milano e di numerosi circoli Anpi sparsi nel territorio. Lo spettacolo è partito il 21 novembre da Brescia (Auditorium Cisl) e si snoderà in un lungo tour fino al 2020, anniversario della Liberazione, in versione solista e con le canzoni dal vivo di Marino e Sandro Severini dei Gang. Il libro omonimo è uscito il 2 aprile 2019 per Jaca Book.

Seguirà un incontro conviviale con l'autore, è gradita la prenotazione della cena allo 040 572 114.

Ljudski dom G. Canciani - Podlonjer

V SOBOTO, 4. MAJA, OB 18.00

bo Daniele Biacchessi predstavil svojo knjigo:

L'Italia liberata

Storie partigiane

Pričevanje o odporništvu v Italiji in osvoboditvi izpod nacifašizma.

Knjiga "L'Italia liberata" (Osvobojena Italija) je multimedijski projekt, ki si ga je zamislil novinar, režiser in avtor Danieli Biacchessi. Zbral je zgodbe o odporništvu v Italiji, da se ohrani spomin na tisto zgodovinsko obdobje in njegove akterje. Avtor že aprila s to predstavo uspešno nastopa po Italiji.
Več o njem na spletni strani: https://www.danielebiacchessi.it/

Sledila bo družabnost z avtorjem. Za rezervacijo večerje pokličite na 040 572 114.

Comunicato stampa

Il Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, federazione di Trieste, il 25 aprile - giornata della Liberazione dal nazifascismo - aderisce all'iniziativa di ANPI-VZPI, ANED, ANPPIA e CGIL ed invita a partecipare al corteo con ritrovo alle ore 10.30 presso lo stadio Grezar e partenza alle ore 11.00 verso la Risiera di San Sabba, in quanto solo chi rappresenta le vittime del nazifascismo e non pretende di riscrivere la storia secondo i propri comodi può' e deve decidere chi ha la parola in luoghi della memoria quali la Risiera dove i nazisti insieme e con l'aiuto dei fascisti triestini hanno deliberatamente ucciso migliaia di persone innocenti.

Tiskovno sporočilo

Tržaška federacija Stranke komunistične prenove – Evropska levica se 25. aprila – na dan osvoboditve izpod nacifašizma – pridružuje pobudi VZPI-ANPI, ANED, ANPPIA in CGIL in vabi vse v povorko z zbirališčem ob 10.30 izpred štadiona Grezar in odhodom ob 11.00 v smer Rižarne, saj samo predstavniki žrtev nacifašizma in kdor ne poskuša pretvarjati zgodovine smejo in morajo odločati kdo naj ima pavico do besede v krajih spomina kakršna je Rižarna, kjer so nacisti in njihovi pomagači – tržaški fašisti – hladnokrvno umorili na tisoče nedolžnih.

Festa del Primo Maggio 2019

Oggi come ieri per una società più giusta e un mondo migliore

Campo sportivo di Santa Croce - Trieste
Programma sotto il tendone:

Casa del Popolo Giorgio Canciani
Sottolongera. via Masaccio 24, bus 35 e 35/

Prvomajski praznik 2019

Danes kot včeraj za pravičnejšo družbo in za boljši svet

Športno igrišče Križ - Trst
Program pod šotorom

Ljudski dom Giorgio Canciani
Podlonjer, ul. Masaccio 24, avtobus 35 in 35/

Casa del Popolo Giorgio Canciani
Sottolongera, via Masaccio 24, Trieste

Giovedì 25 aprile 2019
Festa della Liberazione dal nazifascismo

Ljudski dom Giorgio Canciani
Podlonjer, ul. Masaccio 24, Trst

Četrtek 25. aprila 2019
Praznik Osvoboditve izpod nacifašizma

Il Lavoratore

È uscito il numero di aprile del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 1.201 kB).

Noi con te

11 punti per cambiare l'Europa e la nostra vita

Associazione culturale “Tina Modotti” Trieste
VERSO IL 10 APRILE: INCONTRO CON ANGELO D’ORSI

LA NARRAZIONE INTORNO ALLE ‘FOIBE’:
RIFLESSIONI SU UN'AMBIGUA VERITÀ DI STATO

10 aprile 2019 ore 18.30
Teatro dei Fabbri
Via dei Fabbri 2 - Trieste

In una Trieste e in un’Italia sempre più preda di un radicale revisionismo storico, che diventa in alcuni casi ‘rovescismo’, per cui Resistenza e Liberazione vengono presentate come crimini mentre le forze nazifasciste emergono come le vere protettrici della cosiddetta ‘italianità’, l’Associazione culturale “Tina Modotti” ha creduto opportuno chiamare le cittadine e i cittadini della città giuliana a un incontro–dibattito sul tema. L’incontro, che ha per titolo La narrazione intorno alle ‘foibe’: riflessioni su un'ambigua verità di Stato, è diventato sempre più urgente anche in seguito a quanto accaduto il 10 febbraio 2019, in cui altissime autorità dello Stato e dell’U.E., tra cui il Presidente della Repubblica Mattarella, il ministro dell’interno Salvini e il presidente del Parlamento europeo Tajani, hanno rilasciato dichiarazioni inquietanti e prive della minima solidità storiografica. Particolarmente preoccupanti, anche perché provenienti dalla massima carica dello Stato italiano, sono state le parole del presidente Mattarella (“Fu odio etnico contro gli italiani”); intellettualmente triviali e offensive, come sempre, quelle di Salvini (“I morti qui a Basovizza come quelli di Auschwitz”, in un improprio parallelo che però la vicinanza tra il 27 gennaio e il 10 febbraio ha voluto ad arte creare); e ridicole, se non fossero state pronunciate da una delle più alte cariche della U.E., quelle di Tajani (che chiude il suo intervento a Basovizza urlando “viva l’Istria italiana, viva la Dalmazia italiana!”, e che peraltro anche più recentemente si è lasciato andare a una avvilente difesa di Mussolini).

Contro tutto questo l’incontro che proponiamo vuole ribadire le ragioni storiche della Resistenza nei territori in cui viviamo e in tutta Europa, Resistenza che è stata assai forte nella Jugoslavia occupata dalle forze nazifasciste (dal 6 aprile 1941), protagoniste di eccidi feroci nei Balcani occidentali – e non consideriamo in questa sede quanto compiuto in Africa Orientale e in Libia. L’incontro vuol essere anche una apologia della storia, secondo quanto ci ha insegnato Marc Bloch, fatta di passioni e di ragioni, ma anche di ricerca del documento e di comparazione delle fonti, cosa non sempre praticata dagli storici ufficiali della cosiddetta Giornata del ricordo. Aver imposto questa Giornata con un voto parlamentare pressoché unanime, e con la complicità del centrosinistra, ha reso ancora più indiscutibile una invece discutibilissima verità di Stato che ormai si erge come moloch dinanzi a chiunque voglia fare ricerca seria, sul campo e negli archivi, cercando e verificando, provando e riprovando. Chi compie questo tipo di ricerca viene chiamato paradossalmente negazionista; chi invece si accontenta di frammentarie e non verificate informazioni, ripetendole incessantemente, ha il nome di storico; questi sono aiutati anche da mediocri opere cinematografiche a diffondere popolarmente una serie di falsità mescolate a mezze verità, ancora più pericolose. Il tutto condito da un odio antislavo che credevamo fosse sepolto da tempo e che invece si rinnova con protervia giorno dopo giorno.

Pensiamo sia venuto il momento di una svolta nel pensiero e nelle pratiche memoriali in direzione di un profondo equilibrio e di un amore inesausto per la conoscenza storica. “La conoscenza (anche la conoscenza storica) è possibile”: questo ci guidi nell’azione quotidiana e in percorsi politici che sempre più dovranno essere capaci di smentire e smontare menzogne e strumentalizzazioni, basati sullo studio attento e su una sempre più acuta disamina di quanto accaduto.

L’incontro si articolerà in alcuni momenti:

Hanno assicurato la loro presenza gli storici e le storiche del gruppo “Resistenza storica”, tra cui Alessandra Kersevan, e altri intellettuali tra cui Claudio Venza, già docente di Storia della Spagna contemporanea presso l’Università di Trieste, e Piero Purini Purich.

Adesioni:

COMUNICATO STAMPA

Per un’alternativa di sinistra, antifascista antirazzista, femminista ed ecologista in Europa.

LUNEDI 8 APRILE 2019 ore 18.30- 21 ad UDINE
ASSEMBLEA REGIONALE
da LINO’S , via ARTICO di PRAMPERO n° 7 (centro città)

Le prossime elezioni europee rappresentano una sfida molto alta: costruire uno spazio politico , istituzionale e sociale, alternativo sia alla prosecuzione delle politiche neoliberiste, causa di disuguaglianze e povertà, sia al crescere della barbarie dei razzismi e dei nazionalismi.

Uno spazio di sinistra e plurale : a disposizione di quei movimenti che oggi costituiscono la principale speranza su scala planetaria: il movimento delle donne che partendo dalla denuncia della violenza maschile mette in discussione tutte le forme di dominio – di sesso, di classe, di culture -, ed il movimento per il clima e l’ambiente che vede una generazione di ragazze e ragazzi pretendere un futuro diverso per la terra e le specie viventi, quindi un cambiamento radicale del modello di sviluppo. Ma anche uno spazio che rappresenti un’ altra idea della politica e chi nel nostro paese in questi anni ha condiviso l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza,che ha sostenuto le lotte per la difesa dei beni comuni e i diritti civili e sociali,che ha animato l’opposizione alle “riforme” neoliberiste a partire da quella delle pensioni, alle privatizzazioni, alla precarizzazione ed all’ impoverimento del lavoro , senza soluzione di continuità, da Monti a Bersani ed oggi Dimaio e Salvini , che sottraggono risorse all’ Inail ( per arginare gli infortuni sul lavoro) ed ai pensionati ( col blocco delle rivalutazioni dai 1522 euro lordi in su). Infine un terzo spazio , di civiltà , idealità e cultura per una Europa solidale e senza muri, ma che si schieri con chi da anni combatte contro la xenofobia ,il razzismo il suprematismo etnico e sociale, praticando politiche di solidarietà attiva.

L’Europa che vogliamo costruire si fonda sulla democrazia reale e sull’autodeterminazione di donne e uomini; sulla giustizia sociale, ambientale e fiscale; sulla redistribuzione della ricchezza e del lavoro; sulla riconversione ambientale e sociale dell’economia; sul diritto al reddito e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, sulla solidarietà contro le politiche securitarie e di respingimento delle e dei migranti; sulla pace, il disarmo e la cooperazione internazionale.

Per questo è necessario rompere la gabbia neoliberista definita dai trattati e porre fine alle politiche di austerità, che hanno aumentato le disuguaglianze sociali nei paesi della UE e gli squilibri fra paesi dell‘Unione, fornendo terreno fertile per i tanti imprenditori della paura e dell’odio, facendo risorgere nazionalismi, xenofobia, razzismo.

Lavoriamo in Italia ed in Europa per la confluenza di tutte le soggettività politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento, che si battono per l’uguaglianza, la solidarietà, l’umanità, con un programma i cui punti fondamentali si articolano a partire dalla piattaforma del Partito della Sinistra Europea e dal Green New Deal di Primavera europea.

Vogliamo costruire le condizioni affinchè anche nella nostra Regione prenda forma e si organizzi il soggetto politico e unitario della SINISTRA , un soggetto plurale ed articolato che determini oltre il voto del 26 giugno le possibilità di mantenere vivo un progetto di alternativa per l’ Italia e l’ Europa.

LA SINISTRA- FVG

Lettera a Honsell

Mozione sul "negazionismo" delle foibe

Apprendo che Lei ha votato favorevolmente ad una mozione parlando di negazionisti delle foibe. Sarebbe interessante, visto l'uso che è stato fatto di questo termine, capire a cosa si riferisce esattamente, essendo usato da personaggi di ben nota matrice fascista per impedire di parlare e confrontarsi sui dati delle fonti storiche a persone che effettuano seria ricerca storica.

Sarebbe anche interessante sapere la Sua opinione sul riconoscimento del "ricordo" dato dalla Repubblica Italiana a veri o presunti "infoibati" secondo le ampie e antistoriche regole dettate dalla legge istitutiva del giorno del Ricordo.

Ad esempio quest'anno, il primo in cui lo Stato ha reso pubblico l'elenco dei "ricordati", il ricordo è stato alquanto discutibile.

Mi spiego: 46 parenti hanno avuto titolo alla medaglia, per complessivamente 25 "infoibati". Di questi 25 7 sono militari di corpi volontari e collaborazionisti morti in prigionia, 17 invece hanno la stessa caratteristica di volontari e collaborazionisti ma sono morti in azioni militari nel corso della guerra. Si precisa che la legge istitutiva vieta di ricordare collaborazionisti e morti per fatti bellici.

Alla fine del controllo solo una persona, Domenico Morgani, risulterebbe possibile degno del riconoscimento. Possibile è detto in quanto della persona detta non si conosce NULLA non essendo nominato in nessun elenco consultabile, quindi sarebbe interessante verificare l'istruttoria per il riconoscimento per comprendere il motivo del "ricordo".

In questo caso è possibile parlare di "creazionismo" delle foibe? Oppure dire che la repubblica ha tradito la propria legge e ricordato 24 persone che non lo meritavano è secondo Lei negazionismo?

In allegato Le invio l'elenco (PDF - 271 kB), in rosso sono segnati i morti in combattimento in celeste quelli in prigionia, in nero l'unico "ignoto".

Per ogni chiarimento sono a Sua disposizione

Peter Behrens, Trieste

Comunicato stampa

Il Partito della rifondazione comunista esprime fortissima preoccupazione per il motivo addotto della Giunta comunale per negare l'uso di Piazza Unità alla manifestazione del Gay Pride.

Infatti è assolutamente contrario alla libertà di espressione e di propaganda l'affermazione che "quanto proposto non è coerente con gli indirizzi di mandato della giunta". Di fatto si afferma che il suolo pubblico può essere concesso solo ed esclusivamente a chi si adegua alla volontà della giunta comunale ed essere invece negato a chi esprime idee diverse. Un brutto ritorno alla "libertà" politica mussoliniana?

Peter Behrens,
segretario provinciale di Rifondazione comunista

Il Lavoratore

È uscito il numero di marzo del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 1.273 kB).

CIRCOLO ARCI “FALISCA”

Giovedì 21 marzo 2019 alle 18.30
Casa del Popolo “Zora Perello”-Servola
si svolgerà la presentazione del libro

"Operazione Plutone"
autrice Claudia Cernigoi
Resistenza storica - Kappa Vu Edizioni, 2019

“Nella prima parte di questa ricerca, dopo lʼanalisi dellʼattività di recupero delle salme e delle indagini condotte quasi tutte dall’ispettore Umberto De Giorgi, vengono approfonditi gli iter processuali relativi alle esecuzioni sommarie avvenute presso le foibe di Gropada e di Padriciano e la foiba di Rupinpiccolo, evidenziando come non sempre le risultanze giudiziarie siano coerenti con quanto appare in altra documentazione.

La seconda parte è invece dedicata allo studio dei fatti che culminarono negli “infoibamenti” dellʼabisso Plutone, presso Basovizza: lʼAutrice ha analizzato assieme ad uno dei protagonisti, Nerino Gobbo, i documenti giudiziari e le varie testimonianze, contestualizzandoli nel periodo storico in cui si svolsero, in modo da dare una descrizione ancora inedita di quanto accadde nel periodo cosiddetto dei “40 giorni” di amministrazione jugoslava di Trieste.”

Sarà presente l'autrice
Coordina Gianluca Paciucci

KROŽEK ARCI “FALISCA”

V četrtek 21. marca 2019 ob 18.30
Ljudski dom “Zora Perello” v Škednju
predstavitev knjige

"Operazione Plutone"
avtorica Claudia Cernigoi
Resistenza storica - Kappa Vu Edizioni, 2019

“Nella prima parte di questa ricerca, dopo lʼanalisi dellʼattività di recupero delle salme e delle indagini condotte quasi tutte dall’ispettore Umberto De Giorgi, vengono approfonditi gli iter processuali relativi alle esecuzioni sommarie avvenute presso le foibe di Gropada e di Padriciano e la foiba di Rupinpiccolo, evidenziando come non sempre le risultanze giudiziarie siano coerenti con quanto appare in altra documentazione.

La seconda parte è invece dedicata allo studio dei fatti che culminarono negli “infoibamenti” dellʼabisso Plutone, presso Basovizza: lʼAutrice ha analizzato assieme ad uno dei protagonisti, Nerino Gobbo, i documenti giudiziari e le varie testimonianze, contestualizzandoli nel periodo storico in cui si svolsero, in modo da dare una descrizione ancora inedita di quanto accadde nel periodo cosiddetto dei “40 giorni” di amministrazione jugoslava di Trieste.”

Prisotna bo avtorica
povezuje Gianluca Paciucci

8 MARZO DE SPERANZA

poesia dialettale de Claudio

Questo 8 marzo de lota, speranza e delusiòn atuàl,
dovessi esser per le done, un'evoluziòn speciàl.
Sto progresso, ga creà dissidi e disocupaziòn.
Tanti giovani speta un sboco, lassài in un cantòn.
La vera voia de omini e fiòi diventa una lusinga,
che la mama sia più vizìn e che la resti casalinga.

La dona sul lavòr e in società pòl esser esemplare,
ma sta evoluziòn no xe sempre coreta e familiare.
No se riva mai farla franca nianche una volta,
se la dona no se ribela e no la xe in rivolta.
Xe problemi che toca la salute,la famiglia,el lavòr,
ma xe anche la cultura, i afeti, de cuòr e de amòr.

Xe bisogno de uguaglianza, de dignità e socialità,
che se scontra cò l'individualismo de sta aretrada società,
che scondi l'intensa sensibilità feminile e l'intraprendenza,
virtù, che coreda sta civiltà, che no pol star senza.
Sti valori se incrosa cò l'impegno de inteleto e cuòr,
e ogi se rispecia in poesia, tra la mimosa e un rosso fiòr.

Claudio Sibelia
8 marzo 2019

Comunicato stampa

La consegna alla Costa Crociere della nave Costa Venezia è stata l'occasione per l'ennesima parata di selfie del vice premier Salvini. Ma, a parte che non capisco perché sia stato il ministro dell'interno a presenziare, e non quello del lavoro, risulta incomprensibile se non offensivo l'auspicio di assunzioni "soprattutto di italiani". Aver esaltato il lavoro di squadra, di quella squadra che ha costruito la nave, dovrebbe riguardare tutti i lavoratori che hanno partecipato. Italiani, stranieri, dell'azienda o dell'indotto, senza distinzione. Quindi un ministro dovrebbe auspicare il mantenimento di queste capacità, chiunque le possieda, e magari auspicare un tangibile riconoscimento, anche sul piano monetario, a chi ha lavorato per il successo. Invece con quella affermazione sul"soprattutto italiani" per i nuovi assunti ha dato una cattiva dimostrazione di se.

Peter Behrens,
segretario provinciale di Trieste del Partito della Rifondazione comunista

CHI NON AMMAINO' LE BANDIERE

Il 10 febbraio sul monumento alla foiba di Basovizza Tajani e Salvini hanno parlato di “martiri” che non ammainarono la bandiera italiana. La storia però è diversa. In queste terre Trieste, Istria e Dalmazia la bandiera italiana era proibita dai governanti tedeschi, al punto che Italico Sauro, fondatore della Milizia Difesa Territoriale, preferì recarsi a Venezia sotto la RSI perché gli venne impedito di esporre la bandiera italiana. A Trieste i militi della guardia civica giuravano in tedesco fedeltà a Hitler, la X Mas giunta a Gorizia in dicembre 1944 venne allontanta dai tedeschi nel febbraio del 1945 perche' non intendevano vedere bandiere italiane che creavano scompiglio con i collaborazionisti sloveni e croati. Il preteso battaglione bersaglieri Mussolini era inquadrato come secondo battaglione volontario di polizia SS. Questa la realtà storica dei collaborazionisti in queste terre.

Ci fù si chi non ammainò mai la bandiera italiana e furono i combattenti partigiani della brigata Garibaldi che conquistarono il diritto di sventolarla con la stella rossa al centro combattendo contro il nazifascismo assieme alle forze alleate dell' Esercito popolare di Liberazione jugoslavo.

Peter Behrens
segretario provinciale del PRC-SE

Il Lavoratore

È uscito il numero di febbraio del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 1.202 kB).

Comunicato stampa

Ieri ho avuto modo di scrivere al Presidente della Repubblica per alcune considerazioni sulla sua nota relativa al giorno del ricordo. Facevo presente che non si può parlare di pulizia etnica e nello stesso tempo ringraziare il deputato croato Radin, vicepresidente del parlamento croato e di lingua italiana, e mandare i propri saluti al deputato italiano presente nel parlamento sloveno. Proprio la loro esistenza dimostra che pulizia etnica non ci fu in Jugoslavia.

Oggi devo invece aggiungere alcune parole sui discorsi tenuti al monumento di Basovizza.

Dispiace anzitutto dover constatare che, davanti a molti giovani portati dalle scuole alla cerimonia, siano sventolate bandiere di forze collaborazioniste con i nazisti e della repubblichina di Salò senza che nessuna forza democratica sia intervenuta. Ma spiace anche vedere che sono state propalate falsità, quale quella sui bambini morti nelle foibe. Non risulta nessun minore ucciso ne in quel modo ne in prigionia. Il sindaco di Trieste poi ha recuperato le peggiori e ormai storicamente sconfessate posizione della destra estremista degli anni '70. Sarebbe ora che le vicende storiche vengano analizzate con la dovuta compostezza dei documenti ufficiali, non per ridurre o cancellare nulla ma per sapere e capire cosa effettivamente successe e con una attenzione consapevole anche ai motivi e agli eventi storici del periodo, a conclusione di una guerra feroce che vide l'Italia essere aggressore e non aggredita.

Spiace inoltre sentir riecheggiare, per bocca di Tajani, quell'"Istria e Dalmazia italiane" che sono state da sempre slogan di divisione, aggressione e sciovinismo in queste terre.

Non si tratta quindi di negare ne di ridurre nulla, ma non è neppure accettabile che venga data per vera una affermazione anche se priva di basi concrete e verificabili ed "accettata" perché torna comoda per motivi politici.

Smettano i politici di agitare discorsi che ricordano il motto nazistoide della "terra e del sangue" e parlino i fatti, concreti e assodati.

Peter Behrens,
segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

LE FANDONIE DI MATTARELLA E SALVINI SULLA QUESTIONE FOIBE

Se il presidente Mattarella o l'ineffabile vice premier Salvini sedessero ad un esame di storia, davanti a studiosi seri, e ripetessero quanto detto in questi giorni rispetto alla questione delle foibe, verrebbero sonoramente bocciati. I discorsi di entrambi sono un misto di retorica revanscista e fantasie che danno il voltastomaco. Il presidente ha fatto un discorso vergognoso, pieno di vere e proprie fandonie, a partire da quella dell'odio “etnico” degli Jugoslavi verso gli italiani, fatto smentito da ricerche serie, ma che continua ad essere presentato nella narrazione nazionalista degli eredi di coloro che la pulizia etnica in Istria e nelle zone abitate da Sloveni e Croati l'hanno fatta davvero, e ben prima dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Un'altra frottola è quella della “tragedia italiana” che nel discorso del presidente sta ad indicare l'esodo. Non vogliamo sminuire il dolore di chi si è trovato nella posizione di dover abbandonare la propria casa, fatto che ahimé è toccato e tocca ancora oggi chi subisce guerre e persecuzioni. Però vogliamo ricordare che fu proprio con l'arrivo dell'Italia in queste terre (nel 1918 prima e poi definitivamente nel 1920) che iniziò l'esodo di chi non era “italiano” o, di chi pur vivendo a Trieste da anni, non potè tornare a casa alla fine della Prima Guerra Mondiale perché nato altrove. Queste furono le politiche dell'Italia, prima ancora della nascita del fascismo. Allora furono tedeschi, sloveni, croati a doversene andare, sostituiti da italiani di sicura fede nazionalista, ma di questo pochi parlano. Tornando all'esodo istriano, si può parlare di “tragedia italiana” solo se si fa presente che queste famiglie furono costrette a lasciare le proprie terre perché l'Italia aveva perso la guerra, una guerra in cui era stata buttata a cuor leggero da Mussolini.

Il discorso di Salvini è ancora più assurdo di quello di Mattarella, ma gli fa da contraltare. Una sua affermazione, tenutasi davanti alla miniera di Basovizza, in occasione della cerimonia del 10 febbraio, sostiene che “..i bimbi morti nelle foibe e ad Auschwitz sono uguali...per cui non ci sono morti di serie A e di serie B”. Sarebbe interessante sapere su quali testi il vice-premier e ministro dell'Interno abbia letto che nelle foibe furono gettati anche i bambini. Ma tant'è. Ormai non importa che ciò che si dice sia vero, basta sparare alto. Riflettendo su questi due discorsi e sulla canea che puntualmente inizia all'avvicinarsi di questa data, emerge chiaro un elemento importante. A nessuno di questi interessa davvero la storia dell'esodo o le foibe. Queste sono due scuse. Quello che è importante è screditare fino alla calunnia, la lotta di liberazione e il comunismo, per poter riabilitare il fascismo, su cui l'Italia (questa è la vera tragedia) non ha mai fatto i conti veramente.

Peter Behrens
segretario provinciale PRC-SE Trieste

L'ITALIA È IN RECESSIONE

e la manovra è uno spot elettorale

MA LE SOLUZIONI CI SONO

IL 9 FEBBRAIO IN PIAZZA

CON I SINDACATI E CONTRO IL GOVERNO
PERCHÉ INIZI UN PERCORSO DI MOBILITAZIONI

iscriviti a Rifondazione! www.rifondazione.it
SOSTIENI RIFONDAZIONE CON IL 2X1000: CODICE L19

LE SOLUZIONI CI SONO
MA NON LE ATTUERANNO

NON LO FARÀ IL GOVERNO

Con la manovra il governo premia evasori e ricchi: fa nuovi condoni, non fa la patrimoniale, avvia la Flat Tax. E fa politiche razziste e disumane, cercando di dare la colpa delle sofferenze sociali al 0,03% di profughi e rifugiati anzichè al 20% più ricco che detiene ben il 72% della ricchezza nazionale. Nel frattempo non fa investimenti per creare lavoro, anzi attua il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego.

Interviene in maniera insufficiente sulla Fornero, non risolvendo nulla per le donne e i giovani. Anche il "reddito" promesso, così come approvato, aumenta il ricatto della precarietà e finisce per dare altri soldi alle imprese. E pone una pesantissima ipoteca sul futuro, per colpa di una disastrosa trattativa con l'UE che lascia in eredità 23 miliardi da trovare per il 2020 e 29 per il 2021.

NON LO FARÀ IL PD

Perché quando ha governato ha fatto le stesse politiche fiscali, basate su condoni, sconti alle imprese, nessuna patrimoniale. Sul fronte dei diritti ha varato il Jobs Act, cancellato l'articolo 18, aumentato la precarietà. Ha massacrato le lavoratrici e i lavoratori approvando la Legge Fornero, istituendo tardivamente misure del tutto insufficienti per combattere la povertà. Inoltre ha approvato il Fiscal Compact e le politiche di austerità, e dice che l'UE va solo un pò aggiustata, mentre noi pensiamo debba essere cambiata radicalmente.

PUÒ FARLO SOLO CHI È CONTRO IL NEOLIBERISMO
E LOTTA PER UGUAGLIANZA, LAVORO, SOLIDARIETÀ

RIFONDAZIONE COMUNISTA LOTTA PER QUESTI OBIETTIVI E PER L'UNITÀ DI TUTTE LE FORZE ANTILIBERISTE!

IL 9 FEBBRAIO IN PIAZZA

CON I SINDACATI E CONTRO IL GOVERNO
PERCHÉ INIZI UN PERCORSO DI MOBILITAZIONI

iscriviti a Rifondazione! www.rifondazione.it
SOSTIENI RIFONDAZIONE CON IL 2X1000: CODICE L19

10 febbraio IO RICORDO

Ricordo sempre……che IL FASCISMO E’ IL MALE ASSOLUTO!

10.februar SPOMINJAM SE!

Vedno se spominjam……da JE FAŠIZEM NAJHUJŠE ZLO!

NOTA AGGIORNATA SU “REDDITO DI CITTADINANZA” E QUOTA 100

(DECRETO LEGGE 28 GENNAIO 2019, N.4)

Il 28 gennaio è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge che disciplina il cosiddetto “reddito di cittadinanza” e Quota 100. Il testo è dunque quello effettivamente definitivo, diverso in alcune parti anche rispetto alla versione approvata dal Consiglio dei Ministri (per come era stata pubblicata dalla stampa).
Ovviamente come tutti i decreti ha effetti immediati, ma deve essere convertito in legge entro 60 giorni, e nella conversione sono possibili modifiche da parte del Parlamento.

Prima di entrare nelle considerazioni specifiche relative alle due misure, va premessa una considerazione generale, dirimente per tutta la manovra di bilancio, e che ha una particolare importanza per il “reddito” e “quota 100”, che della manovra sono la parte quantitativamente più rilevante in termini di risorse.
Come abbiamo sottolineato fin dall’inizio, la manovra finale fissa clausole di salvaguardia pari a 23 miliardi per il 2020 e 29 miliardi per il 2021. La necessità di reperire quelle risorse, ingentissime, per disinnescare gli aumenti dell’IVA che altrimenti scatterebbero, fa sì che oltre a una serie di prevedibili (e previsti) tagli futuri, ogni intervento, compresi quelli su pensioni e reddito, sia sottoposto alla possibilità molto concreta di essere rimaneggiato e rimesso in discussione, dopo le elezioni. La manovra è una manovra elettorale.
Tanto più, perché sul terreno fiscale, il governo in continuità con quelli precedenti, persegue con la pratica di condoni e sconti alle imprese, e fa la Flat-Tax per il lavoro autonomo. L’opposto di quanto sarebbe possibile e necessario mettere in campo, contrastando la grande evasione, ripristinando una reale progressività delle imposte, istituendo una patrimoniale sulle grandi ricchezze.

IL “REDDITO DI CITTADINANZA” O LA SOCIETA’ DELLA COAZIONE

LA POVERTA’ IN ITALIA E Il VINCOLO DELLE RISORSE

Secondo l’Istat nel 2017 in Italia c’erano 1 milione e 778mila famiglie residenti in condizioni di povertà assoluta, corrispondenti a 5 milioni e 58mila persone. Le famiglie in condizione di povertà relativa erano invece 3 milioni 171mila pari a 9 milioni 368mila persone.
Per quanto il Ministro Di Maio affermi che il reddito si rivolge a 5 milioni di persone, le stime dell’Istat indicano una platea assai più limitata, 1 milione 308 mila famiglie, per 2 milioni e 706 mila persone. La misura quindi non solo non coprirebbe tutta l’area della povertà, assoluta e relativa, ma risponderebbe a poco più della metà della stessa condizione di povertà assoluta.
Per quanto le risorse stanziate siano significativamente superiori a quelle del REI, va sottolineato come il “reddito di cittadinanza” venga erogato non in relazione al numero di coloro che rientrano nei requisiti di reddito e patrimonio e che abbiano ovviamente fatto domanda, ma fino al tetto delle risorse stanziate. Se le domande superano le risorse, il sussidio viene rimodulato e ridotto.

10 ANNI DI RESIDENZA

Per garantire il più possibile che il provvedimento venga riservato agli “italiani”, per cui come ha detto Di Maio “è stato concepito”, l’RdC sarà fruibile solo da chi sia residente nel paese da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.
Si raddoppiano in questo modo i 5 anni previsti per l’ottenimento del permesso di soggiorno UE di lungo periodo. Una previsione discriminatoria e soggetta ad essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale - che con una recente sentenza ha stabilito l’irrazionalità di norme che mettano in correlazione il soddisfacimento di bisogni primari con la lunga permanenza su un territorio - ma intanto utile alla propaganda razzista e sempre meno distinguibile di Lega e 5Stelle.

IL REDDITO E LA FAMIGLIA

L’RdC non sarà una misura individuale – come dovrebbe essere - ma familiare. Non solo nel senso che il reddito viene erogato ai nuclei familiari, ma nel senso che le varie condizionalità impegnano ogni membro della famiglia e nel caso in cui un singolo membro non le rispetti, la ritorsione (la decadenza) colpisce tutti. Anche in questo caso è tutta da verificare la costituzionalità della norma. Di certo per gli estensori, il principio di responsabilità individuale va a farsi benedire, in un disegno in cui il disciplinamento esterno del mercato del lavoro e delle leggi che lo regolano, si intreccia con quello interno della famiglia, sempre più concepita come unità coattiva: dal reddito al ddl Pillon.

I REQUISITI DI REDDITO E PATRIMONIO

Potranno accedere all’RdC, i nuclei familiari che rispettino congiuntamente i requisiti di un valore ISEE inferiore a 9.360 euro; un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ai 30mila euro; un patrimonio mobiliare non superiore ai 6mila euro (accresciuto di 2mila euro per ogni componente della famiglia fino ad un massimo di 10mila e di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo); un valore del reddito familiare di 6mila euro per i singoli, moltiplicato per la scala di equivalenza secondo il numero dei componenti (+0,4 dal secondo membro maggiorenne in poi, + 0,2 per i minori).
La scala di equivalenza è ridotta rispetto a quella dell’Isee, il che determina una penalizzazione per le famiglie numerose, in particolare se con minori.
Per l’accesso alla pensioni di cittadinanza il valore del reddito soglia è incrementato a 7.560 euro.
Nessun componente della famiglia dovrà possedere auto nuove acquistate 6 mesi prima, o con cilindrata superiore a 1600 cc, o moto superiori a 250 cc immatricolati due anni prima.
Nessun componente della famiglia dovrà aver dato dimissioni volontarie nell’anno precedente, senza nessuna analisi delle motivazioni specifiche nei diversi casi.
Il sussidio sarà corrispondente alla differenza tra il reddito percepito e la soglia di 780 euro mensili. Non potrà in ogni caso superare i 6mila euro annui per un singolo che non abbia alcun reddito (moltiplicato per la scala di equivalenza per più componenti) e di una ulteriore quota fino ad un massimo di 3360 euro per chi vive in affitto.
Sarà corrisposto per 18 mesi, e potrà essere rinnovato dopo la sospensione di un mese.
IN CASO DI FALSE DICHIARAZIONI sono previste pene da 2 a 6 anni con la restituzione di quanto ricevuto (aumenta di un anno rispetto alla prima versione la durata minima della detenzione).

IL PATTO PER IL LAVORO E IL PATTO PER L’INCLUSIONE SOCIALE

Tutti i maggiorenni dovranno dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro, al percorso di formazione o riqualificazione, e alle attività al servizio della comunità ( 8 ore settimanali gratuite nei progetti dei comuni). Dovranno svolgere attività di ricerca di lavoro definite e documentate settimanalmente, fare colloqui psico-attitudinali, accettare una delle tre offerte di lavoro congrue nei primi dodici mesi. Dopo il primo anno o in caso di rinnovo, dovranno accettare la prima offerta utile. Come già detto, nel caso in cui uno dei componenti non sottoscriva entrambe i Patti, l’RdC decade per tutto il nucleo familiare. Nel caso di assenze ingiustificate alle convocazioni dei Centro per l’Impiego anche di un solo membro invece, scattano le decurtazioni (un mese per un’assenza, due mesi per due, la decadenza per tre assenze).

LA CONGRUITÀ DELL’OFFERTA DI LAVORO

Nei primi 12 mesi è definita congrua un’offerta di lavoro entro 100 chilometri dalla residenza se si tratta della prima offerta, 250 chilometri se è la seconda offerta, ovunque nel territorio nazionale se è la terza offerta. Oltre il dodicesimo mese è congrua un’offerta entro i 250 chilometri se è la prima o la seconda offerta, ovunque se è la terza. In caso di rinnovo, vale un’offerta ovunque nel territorio nazionale. Solo nel caso in cui nel nucleo familiare vi siano persone con disabilità, la distanza massima resta a 250 chilometri. Viene richiamata la definizione di congruità di uno decreti attuativi del Jobs Act, ma non il successivo decreto Poletti dell’aprile 2018. Va ricordato che secondo questo decreto (che il testo del RdC peggiora nettamente rispetto alla distanza dal luogo di residenza), viene definita congrua un’offerta anche a tempo determinato, purché non inferiore ai 3 mesi di durata. In sostanza ci si dovrebbe spostare ovunque nel territorio nazionale per non perdere un lavoro che dura un trimestre.

I SOLDI ALLE IMPRESE

Al datore di lavoro che assuma a tempo pieno e indeterminato il beneficiario dell’RdC, e realizzi in questo modo un incremento del numero di occupati, è riconosciuto uno sgravio contributivo pari alla differenza tra 18 mensilità e il reddito già goduto. Lo sgravio non sarà comunque inferiore a 5 mensilità. La versione finale elimina il mese aggiuntivo (6 mesi di sgravio fisso) previsto inizialmente per le donne ed i soggetti svantaggiati.
Nel testo definitivo viene eliminata la concessione dell’incentivo anche se non c’è incremento occupazionale e semplicemente si sostituiscono i lavoratori andati in pensione. Devono essersi accorti, come avevamo segnalato commentando la versione precedente, che dare contributi anche per la semplice sostituzione di chi va in pensione con lavoratori che già costano meno, in quanto neo assunti, e già hanno meno diritti, dopo il Jobs Act, era davvero eccessivo!
Resta il fatto che, poiché con il Jobs Act si può licenziare praticamente sempre, senza l’obbligo della reintegra, il “reddito di cittadinanza” funzionerà esattamente come ha funzionato la decontribuzione associata al contratto a tutele crescenti del Jobs Act: una volta esauriti gli sgravi, via libera ai licenziamenti! Con buona pace del tempo indeterminato.
Non si sono eliminate le norme vessatorie sui licenziamenti previste dal Jobs Act, reintroducendo l’articolo 18, come prometteva il M5S in campagna elettorale, si è invece trasformato il “reddito di cittadinanza” in un ulteriore incentivo alle imprese, che produrrà altra occupazione precaria.

IN CONCLUSIONE

Oltre ai limiti molto pesanti di copertura della platea prima indicati, il “reddito di cittadinanza” non è un reddito di cittadinanza: il governo sovrappone totalmente il contrasto alla povertà con le politiche per il lavoro, e vara un provvedimento di workfare con condizionalità pesantissime e punitive.
Nel frattempo non fa politiche per creare lavoro, per cui, con una contraddizione macroscopica, non si riesce a comprendere da dove dovrebbero venir fuori i milioni di posti di lavoro alla cui accettazione è vincolata la concessione del reddito.
Il “reddito di cittadinanza” è un provvedimento discriminatorio per le famiglie extra-comunitarie povere. Disegna una società il cui obiettivo è quello di un disciplinamento distruttivo dell’autonomia delle persone, sottoposte nello spazio domestico ad un’idea di famiglia che è sempre più comunità coattiva, mentre fuori dallo spazio domestico, opera la “disciplina del mercato”.
Si lavora gratuitamente per il comune, mentre si bloccano le assunzioni in una pubblica amministrazione che è sempre più ridotta ai minimi termini. Ci si deve spostare fino all’intero territorio nazionale per un lavoro la cui durata può anche essere di tre mesi.
E il “reddito” alla fine non è che un’altra forma per trasferire risorse alle imprese, esattamente come ha fatto la decontribuzione prevista da Renzi per il cosiddetto “contratto a tutele crescenti” del Jobs Act.

QUOTA 100 NON E’ L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE FORNERO
E NON RISOLVE NULLA PER LE DONNE E I LAVORATORI PRECARI

ASSENTE LA NONA SALVAGUARDIA PER GLI ESODATI

Non è prevista neppure nella versione definitiva del Decreto, la nona salvaguardia per gli esodati che avrebbe dovuto sanare la situazione di circa 6mila persone, non coperte dalle salvaguardie precedenti e rispetto alla quale erano state reiterate molte promesse da parte della maggioranza. E’ un punto grave, per cui si deve continuare a pretendere una soluzione.

UNA MISURA UNA TANTUM?

Si fissa poi il carattere “sperimentale” e non strutturale di Quota 100, la cui valenza è delimitata al triennio 2019- 2021. In realtà, come già detto, il meccanismo delle clausole di salvaguardia, sottopone l’intervento sulle pensioni come quello sul reddito al rischio che si tratti di misure spot, determinate dalla propaganda in vista delle elezioni europee, persino maggiore della sperimentalità triennale.

QUOTA 100 NON E’ QUOTA 100

Si fissano poi i due requisiti: almeno 62 anni di età e almeno 38 di contributi, che devono essere rispettati entrambi. Quota 100 non è dunque Quota 100: non si può accedere alla pensione ad esempio con 37 di contributi e 63 di età, per il doppio paletto.

L’ASPETTATIVA DI VITA

L’adeguamento all’aspettativa di vita resta come meccanismo generale per il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia: a gennaio 2019 si passa quindi da 66 anni e 7 mesi a 67 anni, e resta la previsione di ulteriori futuri aumenti.
L’adeguamento viene cancellato invece per il requisito contributivo relativo al cosiddetto accesso al pensionamento anticipato indipendente dall’età. In sostanza si blocca ai requisiti esistenti nel 2018 ( 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne ) l’anzianità contributiva necessaria per la pensione anticipata. Vengono inoltre esclusi dagli incrementi i lavoratori precoci (coloro i quali hanno svolto almeno un anno di lavoro prima dei 19 anni) equiparati in questo modo alle 15 categorie di lavori usuranti e gravosi, definite dalla legge 205/2017 (che usufruiscono delle agevolazioni se hanno almeno 30 anni di contributi ed hanno svolto quell’attività per almeno 7 anni negli ultimi 10).

LE FINESTRE. PUBBLICI E PRIVATI

Vengono reintrodotte le finestre, cioè il periodo che intercorre tra la maturazione dei requisiti e il diritto alla decorrenza della pensione. La loro reintroduzione depotenzia l’eliminazione dell’aumento legato all’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, portando lo “sconto” rispetto alla situazione preesistente a 2 mesi.
Le finestre sono trimestrali per i lavoratori dipendenti del settore privato e semestrali per quelli del settore pubblico.
La motivazione addotta per la differenziazione tra pubblici e privati, riguarda la necessità di garantire i servizi essenziali: in palese contrasto con il nuovo blocco delle assunzioni nel pubblico fino a novembre 2019 stabilito dalla manovra.
I dipendenti pubblici sono penalizzati anche dal rinvio del pagamento del TFS che viene posticipato alla data in cui la lavoratrice o il lavoratore sarebbe andato in pensione senza quota 100, anche di 6 anni. Il testo finale fa riferimento a convenzioni con le banche per l’erogazione anticipata del TFS, con gli interessi pagati dall’Inps e trattenuti dall’importo dell’indennità di fine servizio, quindi a carico del lavoratore.

PROROGA DI APE SOCIALE

Viene prorogata di un anno l’Ape Social ricalcando i termini con i quali è stata istituita. Come è noto l’AS ha previsto la possibilità per le persone che abbiano compiuto 63 anni di andare in pensione se in una delle seguenti condizioni: disoccupati che abbiano concluso l’indennità di disoccupazione da tre mesi, con almeno 30 anni di contributi; lavoratori che assistano familiari conviventi di 1°grado con disabilità grave da almeno 6 mesi e con almeno 30 anni di contributi; lavoratori con invalidità uguale o superiore al 74% con almeno 30 anni di contributi; lavoratori che svolgano un lavoro particolarmente gravoso o l’abbiano svolto per 6 anni negli ultimi 7 con 36 anni di contributi. Sono requisiti strettissimi e interpretati restrittivamente, in particolare per quel che riguarda le lavoratrici e i lavoratori disoccupati. Il che ha comportato - secondo i dati Inps del novembre 2018 - l’accoglimento di poco più di 33mila domane su un totale di oltre 87mila (il 38%), tra novembre 2017 e luglio 2018.

PROROGA DI OPZIONE DONNA

Nella decreto è prevista anche la proroga di Opzione donna, con la possibilità di accedere alla pensione per le lavoratrici dipendenti che entro il 31 dicembre 2018 abbiano maturato almeno 35 anni di contributi ed abbiano almeno 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e almeno 59 se autonome. Opzione donna comporta come è noto il ricalcolo complessivo della pensione con il sistema contributivo, con una decurtazione media del 30%. Le finestre inoltre in questo caso continuano ad essere di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

IN SINTESI

Quota 100, come il “reddito di cittadinanza” sono sottoposte al rischio molto concreto di interventi peggiorativi, passate le elezioni europee, per la pesantezza delle clausole di salvaguardia che condizionano tutta la manovra del governo.
Nel merito, è migliorativa rispetto alla disastrosa situazione esistente, conseguente alla Legge Fornero - per la cui abrogazione, lo ricordiamo, Rifondazione Comunista promosse un referendum nel 2012 purtroppo vanificato dallo scioglimento anticipato delle camere – ma ha carattere triennale e non rappresenta in nessun modo né la cancellazione promessa in campagna elettorale della Fornero, né una riforma organica, come testimonia il permanere di diverse misure, tutte in regime sperimentale (Quota 100, Ape Sociale, Opzione Donna…).
Vi accederanno un numero di lavoratori significativamente inferiore alla platea potenziale, anche per la riduzione della pensione conseguente ai minori anni di contribuzione.
L’adeguamento all’aspettativa di vita resta per la pensione di vecchiaia, e non è parametrato alle diverse condizioni di lavoro e di stress da lavoro, non risolte dalle limitate eccezioni previste.
Non è in nessun modo risolutiva in particolare per le donne, le più colpite dalla controriforma del 2011, che continuano ad essere gravemente penalizzate, e che anticipano le future (e più gravi) penalizzazioni dei giovani lavoratori e delle giovani lavoratrici precarie.
Il perdurante sessismo di una società che scarica sulle donne il lavoro domestico e di cura (5 ore e 13 minuti in media al giorno contro 1 ora e 50 degli uomini: 3 volte tanto1), e insieme le discrimina nei riconoscimenti sociali, fa sì che le donne abbiamo carriere lavorative discontinue, subiscano il part-time imposto assai più degli uomini (1milione e 851mila donne contro 851mila uomini2), subiscano perduranti penalizzazioni salariali.
Nel 2011, prima dell’approvazione della Legge Fornero, le donne con 35 anni di contributi erano solo il 20,6% sul totale femminile, contro il 70,6% degli uomini sul totale maschile3 . Figuriamoci 38! Ma allora era possibile utilizzare il canale della pensione di vecchiaia che prevedeva 5 anni di differenza per le lavoratrici private (mentre per le pubbliche la modalità truffaldina di relazione con la UE da parte di tutti i governi, di centrosinistra come di centrodestra, aveva già portato all’innalzamento dell’età pensionabile).
I dati recenti forniti dai sindacati parlano per le lavoratrici del settore privato di una media di 25,5 anni di contributi contro i 38,8 degli uomini.
In sostanza le donne che potranno accedere a Quota 100 saranno un’assoluta minoranza, mentre Opzione Donna comporta penalizzazioni delle pensioni fortissime, che intervengono su retribuzioni già nettamente più basse di quelle degli uomini.

I giovani

La situazione attuale delle donne non fa che anticipare la situazione futura di chi lavora oggi.
I 38 anni di contributi sono una chimera per la condizione precaria sempre più generalizzata delle lavoratrici e dei lavoratori attuali, che vede accanto alla discontinuità lavorativa condizioni salariali nettamente peggiori (il 30% in meno rispetto al tempo indeterminato).

Per questo è per noi imprescindibile una mobilitazione che si ponga l’obiettivo di una riforma organica della previdenza, e che rivendichi da subito il ripristino di una riduzione significativa dell’età pensionabile per le donne - almeno fin quando non sarà conquistata una effettiva uguaglianza nel lavoro produttivo e riproduttivo - e una pensione di garanzia per i giovani, iniziando a rimettere in discussione i meccanismi del contributivo.
Come continuiamo a evidenziare, non c’è nessun problema di sostenibilità intrinseca del sistema pensionistico. La controriforma Fornero fu imposta dentro le logiche delle politiche di austerità. Ma il saldo  tra le entrate contributive e le prestazioni previdenziali, al netto dell’assistenza e delle tasse, è sempre stato in attivo a partire dal 1996: un attivo che nel 2016 è stato di circa 39 miliardi4.
Il limite di “Quota 100” è quello di tutta la manovra, di cui pure rappresenta probabilmente il provvedimento migliore: i vincoli dell’austerità UE rispetto ai quali il governo ha portato avanti un’iniziativa tanto teatrale quanto inefficace, ed insieme le politiche fiscali inique fatte di condoni e Flat Tax, piuttosto che di contrasto all’evasione, maggiore progressività, patrimoniale sulle grandi ricchezze.

A cura di Roberta Fantozzi
Dip. politiche economiche e del lavoro


ASSOCIAZIONE CULTURALE "TINA MODOTTI"

Ponziana Casa del popolo Gramsci via Ponziana, 14

“la libertà è sempre e solo la libertà di chi la pensa diversamente”
Rosa Luxemburg

Comunicato stampa

Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione indetta sabato 2 febbraio per la riapertura dei porti e contro la presenza in città di una nuova sede di gruppo politico che si richiama apertamente al fascismo ed al razzismo. Invitiamo i cittadini democratici a ritrovarsi in piazza Oberdan dalle 14.30 in poi sotto la sede della Regione per far sentire l'esistenza di una Trieste diversa e accogliente.

Comunicato stampa

Il Partito della Rifondazione Comunista vede con grande preoccupazione il rischio di ulteriore deindustrializzazione e perdita di posti di lavoro nella provincia di Trieste. A parte i licenziamenti minacciati in Wartsila infatti esiste il rischio di chiusura di parte della cartiera Burgo senza nessuna vera sicurezza per il mantenimento della restante area industriale. Il contenzioso sulla costruzione di un impianto di pirogassificazione non può e non deve limitarsi al solo aspetto ambientale. Pur importantissimo questo non è l'unico parametro di giudizio. Questi impianti, se eseguiti a regola d'arte infatti riducono l'inquinamento complessivo, anche quello della cartiera quando a pieno regime. L'importante e fondamentale è garantire la fase dei controlli sia sul impianto che sul materiale conferito e la verifica costante di emmissioni e manutenzioni. Sarebbe invece irreversibile il licenziamento di molti dei lavoratori, che porterebbe all'esistenza di un'area industriale inutilizzata, questa sì una vera bomba ecologica, senza controlli. A Trieste abbiamo già l'esempio dell'ex Aquila. Siamo certi che un corretto equilibrio e salvaguardia di ambiente, salute e lavoro puo' e deve essere trovato.

1° febbraio 2019 ore 20.00, presso il bar-libreria Knulp, via Madonna del mare 7/a (Trieste)

CONCERTO PER MIGRANTI: LA ROTTA BALCANICA

Note solidali

"A non più di 250 chilometri da Trieste, alle porte dell'Unione Europea, nel nord-ovest della Bosnia ed Erzegovina, a Velika Kladuša e Bihać, ormai da molti mesi vivono/sopravvivono migliaia di uomini e donne migranti. Vivono/sopravvivono in condizioni difficilissime: uscite/i dal proprio Paese in cerca di libertà (libertà vo cercando...) e di migliori condizioni di vita, tutte e tutti trovano la strada sbarrata là dove la cosiddetta "rotta balcanica" si infrange contro i bastioni della fortezza Europa. E sono le polizie dei nostri Stati a sbarrare strade e a costringere in condizioni disumane migranti e popolazioni locali, queste ultime già in difficoltà per la crisi economica e sociale che le affligge da diversi decenni. Particolarmente duri sono gli inverni: neve, pioggia, temperature abbondantemente sotto lo zero, e viaggi della speranza ("game", li chiamano) attraverso pericolosi valichi di montagna e con attrezzature inadatte.

Noi non possiamo restare inermi dinanzi a tali situazioni. Volontari locali, ma anche ottime persone e gruppi dal nostro Paese e da Trieste, in particolare, si danno da fare per poter portare conforto e generi di conforto (cibo, medicinali, vestiti) negli improvvisati campi di Velika Kladuša e Bihać. Questa che si muove è veramente un'altra Europa, quella del pacifismo in pratica, di cui parlava Alexander Langer, e parlano Rada Žarković e Mario Boccia. Ma queste attività hanno bisogno di sostegno economico, dato che le istituzioni pubbliche, anche europee, finanziano le barriere e i posti di controllo invece di aprire le porte alla vita di nostri fratelli e sorelle sperduti in un mondo feroce.

Con lo scopo di sostenere e aiutare concretamente l'attività dei volontari e delle volontarie, Maxmaber Orkestar, che da anni frequenta i Balcani e ha nel suo repertorio musiche dall'Europa dell'est, propone un concerto assieme a Endjoro Quartet presso il bar-libreria Knulp, il 1° febbraio dalle ore 20.00.

L'ingresso è a offerta (offerta consapevole...). Il ricavato verrà versato ai volontari Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, che saranno presenti durante la serata per illustrare il loro progetto, e ad un'ONG che opera sul campo. Tutto il ricavato raggiungerà direttamente chi ne ha bisogno, senza intermediari; verrà fornita una dettagliata rendicontazione delle spese effettuate.

L'iniziativa è promossa dal bar-libreria Knulp, dall'Associazione culturale Tina Modotti e da Maxmaber Orkestar.

Venerdì 18 gennaio 2019 gli uffici della Federazione rimarranno chiusi.

V petek, 18. januarja 2019, bodo uradi Fededracije zaprti.

ASSOCIAZIONE CULTURALE "TINA MODOTTI"

"abbiamo molto da fare e, quindi, molto da studiare" (Rosa Luxemburg)

L'Associazione culturale "Tina Modotti" organizza venerdì 18 gennaio ore 18.30 presso la Casa del popolo di via Ponziana, 14 la presentazione del volume di Sergio Dalmasso Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg, Red star press, 2018. L'incontro si svolge in occasione dei cent’anni dell’assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Parteciperà l’autore, che parlerà anche del suo libro su Lelio Basso (Lelio Basso. La ragione militante: vita e opere di un socialista eretico, Red press, 2018). Interverrà il prof. Gabriele Pastrello, già docente di Economia Politica e Storia del Pensiero Economico presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Trieste.

Il Lavoratore

È uscito il numero di gennaio del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 1.622 kB).

COMUNICATO STAMPA

STASERA FERRERO (PRC) A TRIESTE: "TRIESTINI NON MERITANO VICESINDACO DEL GENERE. LEGGESSE MARX, O ALMENO LA BIBBIA INVECE DI SEMINARE L'ODIO VERSO I PIÙ POVERI"

Paolo Ferrero, vice presidente del Partito della Sinistra Europea, esponente di Rifondazione Comunista, sarà stasera a Trieste, dalle 20 presso la sede del PRC, in via Tarabochia 3, per presentare il suo libro su Marx e dichiara:

"Una città come Trieste non merita di certo di avere come vicesindaco un personaggio come Paolo Polidori, che si vanta di aver buttato le coperte di una persona che dorme per strada.

Temo che lui Marx non sappia nemmeno chi è, ma gli consiglierei la lettura dei suoi testi o almeno della Bibbia. Non gli farebbe male e imparerebbe qualcosa. Seminare l'odio verso i più deboli e i più poveri solo per farsi pubblicità è davvero un'operazione inumana, indecente per qualsiasi amministratore pubblico degno di questo incarico."

Comunicato stampa

Come consigliere comunale di Rifondazione comunista nel comune di Duino Aurisina Devin Nabrežina sul problema del conguaglio Tari mi preme sottolineare alcune cose. Non voglio contestare l'obbligo di legge di coprire l'intero costo con i versamenti dei cittadini, però se e ribadisco se effetivamente dovuti non essendo frutto di una colpa dei cittadini, ma dell'amministrazione, la richiesta anche se tempestiva avrebbe dovuto essere dilazianata magari in piu' rate, oppure rinviata almeno a febbraio 2019 senza aggravi. Rilevo inoltre che parte del costo per i cittadini indigenti dovrebbe essere comnunque a carico dell'amminstrazione comunale e non risulta chiaro se ciò sia effetivamente e per quanto avvenuto. Trovo tra l'altro pretestuoso il scaricare continaumente i probelmi di amministrazione sulla gestione precedente. Un anno e mezzo di questa amministrtazione avrebbe dovuto ormai permettere di superare il rodaggio, oppure si tratta ancora di dilettanti allo sbaraglio? In ogni caso questa ennesima brutta figura esige un incontro pubblico con i cittadini che subiscono i danni ed i ritardi nella buona amminstrazione.

Elena Legiša

COMUNICATO STAMPA

Claudia Cernigoi presenta il libro "Operazione Plutone" (edizioni Kappa Vu)

L'iniziativa avrà luogo martedì 8 p.v. alle 17.30 presso il Circolo della Stampa di Trieste (corso Italia 13). Introduce Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa, presentazione dell'avvocato Alessandro Giadrossi. Sarà presente l'editrice Alessandra Kersevan.

Una delle tante mistificazioni diffuse in materia di “foibe” è quella che contro gli “infoibatori” non furono mai celebrati i processi.

In realtà all’epoca del Governo Militare Alleato (GMA), e nello specifico tra il 1946 ed il 1949, a Trieste furono celebrati una settantina di processi per questi reati, conclusisi a volte con assoluzioni od amnistie, altre volte con condanne anche pesanti.

È proprio perché su queste vicende si è parlato e si continua a parlare citando acriticamente (e spesso anche in modo distorto) documenti che in realtà non sono basati su fatti ma solo su illazioni od opinioni, che l’Autrice ha sentito la necessità di fare una disamina delle relazioni sui recuperi dalle foibe triestine e delle vicende giudiziarie che ne sono seguite, in modo da presentare una visione il più possibile esaustiva di queste tematiche.

Nella prima parte del testo, dopo l’analisi dell’attività di recupero delle salme e delle indagini condotte quasi tutte dall’ispettore Umberto De Giorgi, vengono approfonditi gli iter processuali relativi alle esecuzioni sommarie avvenute presso le foibe di Gropada e di Padriciano e la foiba di Rupinpiccolo, evidenziando come non sempre le risultanze giudiziarie siano coerenti con quanto appare in altra documentazione.

La seconda parte è invece dedicata allo studio dei fatti che culminarono negli “infoibamenti” dell’abisso Plutone, presso Basovizza: l’Autrice ha analizzato assieme ad uno dei protagonisti, Nerino Gobbo, i documenti giudiziari e le varie testimonianze, contestualizzandoli nel periodo storico in cui si svolsero, in modo da dare una descrizione ancora inedita di quanto accade nel periodo cosiddetto dei “40 giorni” di amministrazione jugoslava di Trieste.

QUI l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/352945078830586/

Invito alla conferenza stampa
“Sotto la coperta”

Siete gentilmente invitati alla conferenza stampa che si terrà martedì 8 gennaio alle ore 11.30, presso la sede del PRC federazione di Trieste in via Tarabochia,3 (1°piano) “Sotto la coperta”, Vi invitiamo alla conferenza stampa del PRC-SE federazione di Trieste sul caso che vede protagonista il vicesindaco di Trieste. Le conseguenze gravi da evitare e quelle positive da suscitare le responsabilità di ognuno perché la nostra città non venga dannegggiata oltre quanto è già accaduto.

MARX OGGI

ne discutiamo giovedì 10 gennaio 2019 alle ore 20.00 con l’autore, il compagno PAOLO FERRERO

Trieste via Tarabochia 3, (1 piano), Sede del Partito della Rifondazione Comunista

MARX DANES

v četrtek, 10. januarja 2019, ob 20.00 predstavitev knjige in srečanje z avtorjem tov. PAOLOM FERREROM

Trst ul. Tarabochia 3, (1.nadstropje), Pokrajinski sedež Stranke komunistične prenove

ASSOCIAZIONE CULTURALE “TINA MODOTTI”
gennaio 2019

Mercoledì 9 gennaio ore 20.00, presso la Casa del popolo di via Ponziana, 14: ciclo di film “Resistenze”: Carlo Lizzani, L’oro di Roma, 1961, 93’. Durante l'occupazione nazista di Roma, il maggiore Kappler ordina agli ebrei della città di trovare, nel giro di poche ore, cinquanta chilogrammi d'oro, pena la consegna di duecento ostaggi. La comunità immediatamente organizza la raccolta del prezioso metallo. David, un giovane calzolaio, propone di rispondere alla richiesta con le armi. Giulia, la figlia di un professore, si innamora di uno studente cattolico e, sposandolo potrebbe sottrarsi alla persecuzione nazista. Dopo la consegna dell'oro, i tedeschi, tradendo ogni promessa, circondano il ghetto e arrestano tutti gli ebrei... Ingresso con tessera FICC.

Mercoledì 16 gennaio ore 20.00, presso la Casa del popolo di via Ponziana, 14: ciclo di film “Resistenze”: Jean-Pierre Melville, L’armata degli eroi, 1969, 145’. Dolente, cupo omaggio ai partigiani francesi all’opera nell’ombra durante l’occupazione nazista. Melville, come sempre, non cerca la sintesi diretta del film di genere, ma è affascinato dal dietro le quinte, dove epiche sono le scelte e gli eroi sono tanto coraggiosi quanto travagliati. Quest'opera sulla Resistenza è assolutamente inedita, difficilmente ascrivibile in un filone, se non della poetica del regista, che militò nei partigiani e che richiama quel periodo come implacabile sentire. Ingresso con tessera FICC.

Venerdì 18 gennaio ore 18.30, presso la Casa del popolo di via Ponziana, 14: In occasione del 100° anniversario dell'assassinio di Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht, avvenuto il 15 gennaio 1919, presentazione dei volumi di Sergio Dalmasso Rosa Luxemburg (Red Star Press, 2018) e Lelio Basso: la ragione militante. Vita e opere di un socialista eretico (Red Star Press, 2018). Interverrà l'autore, storico del movimento operaio italiano. Parteciperà il prof. Gabriele Pastrello, già docente di Economia politica e Storia del pensiero economico presso l'Università di Trieste.

Lunedì 21 gennaio, ore 19.00, presso il Knulp, via Madonna del Mare 7/a: proiezione della prima parte di Shoah (Francia, 1985, 566 minuti complessivi, che proponiamo in due parti) documentario di Claude Lanzmann (1925 – 2018). Shoah è un film composto essenzialmente di interviste a tre gruppi di personaggi: sopravvissuti (ebrei) dei campi di sterminio, testimoni (polacchi) e ex nazisti (tedeschi) e che non si serve di immagini di repertorio. Il soggetto del film (lo sterminio), come la sua materia (le interviste), appartiene dunque alla storia. Tuttavia non si tratta di un documentario nel senso corrente del termine, ma di un'opera d'arte, di un’opera pressoché definitiva sul più spaventoso genocidio del XX secolo. È la vista ad essere sollecitata, nella sua radicalità. Lo stesso Lanzmann, infatti, scrisse che “leggere e basta non è sufficiente: bisogna sapere e vedere, vedere e sapere, indissolubilmente…”. Ingresso con tessera FICC.

Mercoledì 23 gennaio, ore 20.00, presso la Casa del popolo di via Ponziana, 14: ciclo di film “Resistenze”: Claude Lanzmann, Sobibor. 14 ottobre 1943 ore 16.00, 2001, 96’. A partire da un'intervista rilasciata nel 1979 a Gerusalemme da Yehuda Lerner al regista Lanzmann, il racconto dell'unica rivolta riuscita svoltasi all'interno di un campo di concentramento nazista. Ingresso con tessera FICC.

Lunedì 28 gennaio, ore 19.00, presso il Knulp, via Madonna del Mare 7/a: proiezione della seconda parte di Shoah di Claude Lanzmann. Ingresso con tessera FICC.

La tessera FICC 2019 può essere fatta direttamente nei giorni delle proiezioni.

DOMENICA 6 gennaio 2019 dalle 18.00 in poi
presso la Casa del Popolo “Canciani” di via Masaccio,24 (Sottolongera)

TOMBOLA DI SOLIDARIETA' PRO:

...segue cena ..e un occasione per farci gli auguri di un BUON 2019!!!

V NEDELJO, 6. januarja 2019, od 18. ure
ljudski dom “Canciani” ul. Masaccio, 24 (Podlonjer)

TOMBOLA SOLIDARNOSTI ZA:

...sledi večerja..., to bo tudi priložnost za izmenjavo voščil...SREČNO 2019!!!

Per le notizie precedenti consultate la pagina dell’archivio.

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